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O Italiani! Studiate Dante; non su’ commenti, non sulle glosse; ma nella storia del secolo in ch’egli visse,

nella sua vita, e nelle sue opere.

Ma badate! V’ha più che il verso nel suo poema; e per

questo non vi fidate ai grammatici, e agli interpreti:

essi sono come la gente che dissecca cadaveri;

voi vedete le ossa, i muscoli, le vene che formavano

il corpo; ma dov’è la scintilla che l’animò?

Ricordatevi, che Socrate disse il migliore interprete d’Omero essere l’ingegno più altamente spirato dalle

muse. Avete voi un’anima di fuoco? Avete mai provato

il sublime fremito, che destano l'antiche memorie?

Avete mai abbracciate le tombe de' pochi grandi,

che spesero per la patria vita, e intelletto?

Avete voi versata mai una lacrima sulla bella contrada,

che gli odi, i partiti, le dissensioni, e la prepotenza straniera ridussero al nulla? Se tali siete, studiate Dante;

da quelle pagine profondamente energiche, succhiate

quello sdegno magnanimo, onde l'esule illustre nudriva

l'anima, ché l'ira contro i vizi e le corruttele è virtù.

 

Giuseppe Mazzini